Non lo so perché quel giorno – quel giorno di esattamente 3 anni fa – ho deciso di spostare i miei pochi pensierini metaforici da blogger a splinder. Non riesco a trovare nessuna spiegazione logica se non una fortuita curiosità, o un recondito sentore di essere in qualche modo più visibile. Non vorrei che fosse solo stata colpa del mio egocentrismo, ma forse.
Potrei dirlo in tanti altri modi, ma questo blog ha cambiato la mia vita.
Sono praticamente sicura che se quel 24 novembre 2005 io avessi fatto qualcosaltro, come tinteggiare una parete, un corso di tango o dondolarmi su un’amaca in giardino, ora non sarei qui su questa sedia nera con il cielo d’Olanda che fa cadere fiocchi leggeri fuori dalla finestra. Forse non avrei un lavoro incredibile. Forse non avrei pranzato con la mia amica di Bombay e l’altra di Città del Messico. Forse non avrei una bicicletta parcheggiata in stazione che spero nessuno mi abbia rubato.
Questo blog mi ha salvato, soprattutto da me stessa, durante i 3 anni piu’ intensi che io abbia vissuto fino ad ora, 3 anni che mi paiono una vita intera a guardare indietro a tutto quello che è successo. Ho spremuto pazientemente i giorni neri e quelli arancioni fino a condensarli in righe, da un posto ad un altro, da una scrivania all’altra, da una faccia che si ferma a riflettersi nel monitor quel tanto che basta per vedere pulsare il cursore; a un’altra sul palco di un teatro; a un’altra in un negozio che non c’è più.
Questo blog mi ha regalato un sorriso nel quale specchiarmi tutti i giorni, e degli occhi verdi che mi guardano le spalle mentre mi trucco sulle punte dei piedi.
Questo blog è come una storia d’amore che finisce senza litigi e senza strepiti, ma solo per il rendersi conto che si è troppo cambiati per condividere la stessa poltrona. Che non si può stare insieme per inerzia quando sono più le parole che ometto rispetto quelle di cui ho voglia di parlare. Che resta il rumore di stoviglie e le fiamme che crepitano nel caminetto. Qualche passo distratto. Il silenzio che è solo silenzio, non una calda attesa. Ma mica un silenzio triste, sapete.
Questo blog mi ha tenuta stretta per mano senza lasciarmi perdere nella fitta giungla delle mie insicurezze.
Questo blog fa un ampio inchino a tutti i sorrisi che sa esistere dietro a tanti monitor disseminati in giro per il mondo e si sente di dire grazie.
Noi ci rileggiamo, forse. E se non ci rileggiamo voi state bene, che io – prometto – si.
Was ich angefangen habe, muss ich zu Ende führen.
What I've started I must finish.
[Die Unendliche Geschichte (Neverending Story) (1979) Michael Ende]
What I've started I must finish.
[Die Unendliche Geschichte (Neverending Story) (1979) Michael Ende]







