la sushibarista

Blogger: ladyR

Non prendertela se ti considerano mezzo scemo. Si vede che ti conoscono soltanto a metà. -tiziano sclavi-

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pesce vecchio
Il Magazzino del Sushibar
Un posto che nasce per stivare tutto quello che al ristorante non si vuol servire, citazioni, inutilità, topi, chiacchere dei camerieri e pisolini dei cuochi dai grembiuli sporchi.

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mangiatori di sushi
mangiato *loading* volte
venerdì, 26 gennaio 2007
Resoconto

Ho male in posti strani.
Dietro alle ginocchia e ai lati dello sterno.

Devono essere parti che non ho mai mosso in vita mia.

Il mio livello di coordinazione è sceso a livelli record. Posso affermare con certezza che un babbuino è ampiamente più cosciente dei suoi movimenti nello spazio di quanto io non possa nemmeno immaginare.
(I nomi delle scimmie tipo babbuino, macaco, suscitano in me un atavico sorriso che non so spiegarmi, qualche rimasuglio delle elementari che non vuole abbandonarmi, forse. Sepia?)

L'unico pensiero, comunque, che ho avuto durante tutta la lezione è stato:
"Si okkey. Tu sei anche brava. Sai anche fare un fiocchetto con le caviglie da tanto sei snodata.
Brava, per carità brava!)
Ma tu lo sai fare il Segugio da Minchiata come me? Eh? Lo sai fare?"

E queste, amici miei, si che son vere soddisfazioni.



via Nicolazago®







... per dire, no.





affettato da: ladyR alle ore 18:47 | Link | commenti
martedì, 23 gennaio 2007
I don't feel like dancin' (dancin' dancin')

 

Capita che le persone che incontro e penso di conoscere - almeno superficialmente - mi deludano.
Poi, c'è da aggiungere, il mio cuore da vongola fa si che ci voglia poco perché mi si incrini qualcosa dentro.
Un po' come quando metti un cubetto di ghiaccio dentro alla limonata: fa quel rumorino che se fossimo nei fumetti sarebbe un CRIC! e la vignetta intorno sarebbe disegnata tutta seghettata.
Che il cubetto non si spezza, no. Fa CRIC. Ecco tutto.
Che belle metafore che tiro fuori, io.

Ma tutto questo non c'entra con un problema di natura ben maggiore.
Un problema grosso.
Un problema scoordinato.
Un problema che nonvogliogiammainonvoglio.

Insomma: domani inizio danza.

Ho già espresso una volta il mio dissenso nei confronti del ballare e della mia assoluta non-capacità di imparare una qualunque sequenza di azioni fisiche.
Ma l'anno scorso non è stato nulla.

Quest'anno abbiamo proprio tre mesi dedicati, una volta alla settimana, alla nobil arte del volteggio.
Noi che come-siamo-amici-di-maria-de-filippi facciamo anche dizione e percussioni - oltre a recitazione, s'intende.

Solo che danza no. Io non ho mai fatto danza in vita mia.
Tutte le ragazze che conosco, almeno un mesetto all'età di 6 anni le hanno spedite col tutù e le mezzepunte a imparare cos'è un pliè (se si scrive così).

Io all'età di 6 anni ero su un albero e non ne volevo sapere di essere una F-E-M-M-I-N-A.
Ora, dopo 18 anni, mi sono abituata all'idea, eppure qualche retaggio del passato è rimasto.

Insomma.

Aiuto.
Non voglio. Pesto i piedi per terra. Tiro su col naso. Ho le braccia conserte strette strette al torace.
Anzi, sono rigida come uno stoccafisso.
Secco.
Secchissimo.
Seccato.
Seccatissimo.

Ah, cosa tocca fare oggigiorno ad un misero grafico per darsi il tono da artista.
affettato da: ladyR alle ore 18:52 | Link | commenti
mercoledì, 17 gennaio 2007
Cucienonpensareaniente.

Che faccia avrebbe un dentino viola se volesse dichiararsi?
E se volesse scusarsi di qualcosa che ha detto?
E se volesse annusare dei fiori appena colti?
E se stesse pensando a qualcosa di bello?
E  se stesse pensando ad una borsina di plastica che danza?

Beh, secondo me questa.



(E ha anche un bottoncino a pressione, sotto la mano, per poter porgere i fiori, se ritiene.)

affettato da: ladyR alle ore 17:38 | Link | commenti
martedì, 16 gennaio 2007




Dopo la maschera.


Non so se ti capita mai.

A me capita.
Mi capita di essermi antipatica.
Mi capita di essere infastidita dal mio stesso rumore.
Mi capita di essere al centro dell'attenzione, e di vedere facce sorridenti intorno a me.
Ma poi di salire in macchina e sentirmi la nebbia, dentro. Quella nebbia brutta, densa, fredda. Quella nebbia che ti guardi e ti dici, ma che brutta faccia che ho.
Mi capita di saper divertire e di non essere divertita.
Mi capita di saper far ridere e di non ridere io.
Mi capita di dirmi fortemente, perchè non taci.
Mi capita di chiedermi perchè devi fare così: tu non sei così.
Mi capita di voler essere diversa ma non sapere da che parte cominciare.
Mi capita di sfilare la maschera e di trovarci sotto una faccia insicura, pensierosa, che tace.

Come un pagliaccio, che si toglie il trucco dopo lo spettacolo, appoggia il naso rosso sul tavolo, si infila le scarpe della sua misura.
E guardandosi allo specchio negli occhi sbavati si chiede:


...E adesso?
affettato da: ladyR alle ore 10:12 | Link | commenti
domenica, 14 gennaio 2007
Dentiere e Vetrine
ossia
God doesn't belive in me either. Things even out.


Poco fa stavo lavando le vetrine.
Sento una presenza alle spalle,e, visto che sono sola e il vicolo del negozio di domenica è oltremodo disabitato, mi giro di scatto.

E' un Vecchio. Si merita la V maiuscola perchè è il Vecchio per eccellenza.
Col cappello. Gli occhiali spessi. Il cappotto tutto abbottonato. Le mani giunte dietro la schiena.
Ha gli occhi lucidi dei vecchi che hanno visto tante cose. E che - forse- non hanno più esattamente la percezione del reale.

V: Lei lo parla l'italiano?
R: (Ah, andiamo bene, andiamo - devo essere proprio un fiore) Mmm...si.
V: Beh io nel '45, quando hanno buttato la bomba atomica ero in un campo di concentramento, sa?
R<spalanca gli occhi>: (Cosa dico?) Ah.
V: Si immagina se una cosa così la facessero oggi? La bomba atomica cel'hanno tutti! I francesi, i tedeschi, gli americani! Sarebbe un disastro!
R<basita>: Eh, si.
V: Il Papa dice che Dio ci salverà tutti. La vuole sapere una cosa? Io ho i miei dubbi anche su quello! Arrivederci!
R<basita e con mocio che gocciola dalle mani>: Arrivederci?... Arrivederci.

Il vecchio si allontana. E' tutto piegato verso destra, sembra una lettera C.

Mi sa che a un certo punto della vita tutto comincia ad avere un significato. E si comincia a vedere molto più chiaramente.
Solo che succede tutto di colpo, quando sei molto vecchio.

Amen, mi viene da pensare, Vecchio.
affettato da: ladyR alle ore 11:21 | Link | commenti
domenica, 14 gennaio 2007

Liber, libri s.m.




Quando ho bisogno di pace, mi metto le cuffie, dentro alle cuffie una musica che si addica all'ambiente e vado in libreria.

Mi sento bene a curiosare. A sentire l'odore di inchiostro. A guardare i segnalibri. A stare rannicchiata in un angolo con i naso tra le pagine e i capelli che mi ricadono in avanti.

E' un posto dove non mi annoio mai.

Che poi, va sempre a finire che compro qualcosa.
La Mia Madre mi ha insegnato da piccola che i soldi per un libro sono sempre ben spesi e si possono spendere sempre.
E si possono spendere anche se non ne hai più, dopo.
E quindi ho investito i miei ultimi 10 euro.
E li ho dati in mano a una libraia che mi è antipatica, con una gonna troppo stretta, una scollatura troppo pronunciata e una voce troppo roca, per amare davvero quello che vende (Si, l'abito fa quasi sempre il monaco, checchè se ne dica.)
Il mio portafoglio sembra un toast farcito, solo che al posto del prosciutto ci sono gli scontrini.

La mia ricerca della quiete mentale mi ha portato anche ad aprirne una, di libreria, e di riempirla di solo di cose che piacciono a me.
Ma non è la stessa cosa.

Il percorso catartico è fatto di riti. Di cose che non conosco. Di sentirsi una spia nella vita di qualcun altro.

E poi, a farsi lo scontrino da soli, non c'è proprio soddisfazione.
affettato da: ladyR alle ore 08:56 | Link | commenti
venerdì, 12 gennaio 2007
IN DUST I TRUST



Io ci provo.
Certe volte cerco addirittura di mettermici d'impegno.
Suppongo che però non ci sia niente da fare.

Uno disordinato lo è nel sangue.

O è una forma mentis, non lo so, ma certamente è qualcosa che io non ho sotto il mio controllo.
Anzi, comincio a pensare che sia proprio un complotto degli oggetti contro di me.
Mi si appiccicano addosso e poi si lasciano cadere qui e là, un po' come le briciole di Pollicino.
Oppure si spostano da soli. Come quando si gioca a "Un...due...tre: Stella!". E io sono quella che si gira troppo tardi.

Sono una semina-oggetti professionista.

Oh calzino perduto / a te lascio il mio saluto.
Rintanato sotto al comò / so già che mai più ti rivedrò.


Il fatto è che le cose in disordine io non le vedo nemmeno. Non le contemplo.
E quindi - come da semplicissimo processo logico - non esistono.

Anzi, faccio di meglio. Mi erigo sulle sedie piene di vestiti usati per dire " Io nel mio disordine trovo tutto! T-u-t-t-o!"
Eccetto le cose specifiche, s'intende. Diciamo che trovo tutto quello che si lascia trovare, ma questo gli altri mica lo devono sapere.

E guai a dirmi di mettere a posto. La vedo come una lesione della mia libertà d'espressione.
E poi, a dirla tutta, mettere a posto mi rende proprio di pessimo umore.

Quando poi per scovare una maglietta devo prendere il piccone e scalare la montagna di abiti abbandonati, il dubbio che questo metodo non sia il migliore mi viene.

Ma tranquilli,
di solito non dura più di un attimo.
affettato da: ladyR alle ore 18:13 | Link | commenti
lunedì, 08 gennaio 2007

Riassumendo.




Casa.
Milano.
Basquiat.
Amici.
Albergo.
Metronotte rassomigliante a Mortimer - che brutto.
Aeroporto.
Ritardo.
Corri.
Italiano, cazzo ti applaudi.
Berlino.
Bello.
Il tedesco mi torna in mente.
Palla infilzata in una torre appuntita.
Ooh.
Alexanderplatz con Battiato.

Cammina.

H&M, perchè mica si vive di solo spirito.
Pioggia.
Respiri storia pesante.
Il muro.
Metro gialla retrò.
Cretino, cazzo ne compri un pezzo.
Muri da dipingere / da colorare / muri da fare crollare.

Cammina.

Colazione cicciona con gente triste che non parla, nonostante la colazione cicciona.
Festeggia.
Schiva i razzi.
Schiacchiata dalla folla.
Ah, non è Rita Pavone, sono le Scissor Sisters - e io non le conosco.
Duemilasette.
Viali grandi.
La cioccolata.
Freddo ai piedi.

Cammina.

Sorrisi.
Mele caramellate.
Purr.
Ma io mica voglio andare via da qua.
Autobus.
Aeroporto.
Ritardo.
Si, dai perquisiscimi, dai.
Corri.
Aereo.
Italiano, cazzo ti applaudi.
Milano.
Nebbia.
Macchina.
Casa.
affettato da: ladyR alle ore 18:49 | Link | commenti